Benvenuta!
Qui coltiviamo visioni che mettono radici nella terra.
Mi chiamo Adelaide Valentini.
Sono agronoma, progettista di ecosistemi agricoli e fondatrice di Mamanui – un luogo, un’idea, una comunità che crede nell’agricoltura come atto di rigenerazione, dentro e fuori di noi.
Scrivo per chi sente che lavorare la terra è molto più che produrre cibo: è un modo per riconnettersi alla vita, per prenderci cura del suolo, delle relazioni, del tempo.
Scrivo per chi sogna un’azienda agricola policulturale, multifunzionale, radicata nel proprio contesto e nei propri valori.
Scrivo per chi si sente un po’ solo in questo sogno – e cerca strumenti, storie e un posto dove non sentirsi più così.
Mamanui non è solo un nome, è un intento
Mamanui nasce da un incontro: tra la fluidità del femminile e la direzione del maschile, tra la visione e la pratica, tra l’ascolto della natura e la progettazione concreta.
È uno spazio dove accogliere la complessità: del paesaggio, delle relazioni, delle fasi della vita.
È un’idea che si fa impresa agricola, scuola, comunità.
È la mia risposta al bisogno di un altro modo di fare agricoltura – uno che non ci chieda di sacrificare noi stesse per salvare il pianeta.
Mamanui è abbondanza, ma non quella urlata nelle pubblicità: è l’abbondanza che nasce dalla cura, dalla diversità, dalla lentezza.
Quella che si costruisce con le mani nella terra e la visione chiara nel cuore.
La mia storia
Mi chiamo Adelaide Valentini e sono cresciuta tra api, campagne e scelte radicali.
Figlia di uno dei pionieri dell’apicoltura biologica in Italia e di una sindacalista e attivista nel campo dell’alimentazione etica, ho imparato presto che nutrirsi è un atto politico. Dopo gli studi in sostenibilità ambientale e agraria, ho capito che il mio posto era nella terra, non nei laboratori.
Così ho costruito un percorso tutto mio: esperienze in Italia e all’estero, corsi, progetti, fallimenti e rinascite. Ho creato e gestito la mia azienda agricola multifunzionale, affrontando in prima persona la complessità e la bellezza di rigenerare un ecosistema.
Oggi, come agronoma, aiuto chi sogna un’agricoltura diversa a costruirla davvero, unendo visione, competenze e concretezza.
Il mio approccio
Ho imparato a fondo quanto ogni elemento in azienda sia interconnesso. Come una pioggia fuori stagione possa stravolgere settimane di lavoro, o come un buon calendario di semine possa restituirti tempo per respirare. E ho compreso che senza una visione chiara, si rischia di girare in tondo, rincorrendo mille attività senza mai sentirsi davvero realizzate.
Per questo il mio approccio alla progettazione è sistemico: ti accompagno a vedere il disegno complessivo, non solo i dettagli. Ti aiuto a tenere insieme il sogno e il conto economico, la passione per la terra e la necessità di pagare le bollette, il bisogno di bellezza e quello di funzionalità.
Lo faccio attraverso consulenze, percorsi formativi e affiancamento nei momenti cruciali: dalla nascita del progetto al suo consolidamento. Non ti porto soluzioni preconfezionate. Ti accompagno a creare il tuo ecosistema agricolo, che abbia radici profonde nel tuo territorio, nella tua storia e nei tuoi desideri.
Se senti che è arrivato il momento di costruire qualcosa di tuo, con la terra, con la comunità, con una direzione chiara, benvenuta. Questo spazio è per te.
Il mio substack
Qui troverai articoli aperti a tutte, disponibili con il piano gratuito, e altri che potrai leggere solo se sceglierai di sostenere il mio lavoro con un abbonamento. Cercherò sempre di fare in modo che le informazioni fondamentali per comprendere meglio l’agroecologia, l’agricoltura rigenerativa e tutto ciò che ruota attorno a questi mondi siano accessibili a chiunque. Perché credo profondamente che la conoscenza debba essere condivisa il più possibile.
Detto questo, sarò immensamente grata a chi potrà – e vorrà – supportare economicamente il mio lavoro di ricerca, scrittura e divulgazione. Grazie al tuo contributo potrò continuare a dedicarmi con cura a tutto questo.
In questo spazio, amo anche raccontare il mio percorso di crescita personale. Perché siamo un tutt’uno, e penso che sia controproducente parlare solo di tecniche e strategie senza riconoscere anche la parte umana: le relazioni con sé stesse, con gli altri, con l’ecosistema.
Ma dopo dieci anni di condivisione sui social, ho imparato che è importante proteggere certi vissuti, certe vulnerabilità. Per questo, tutti i contenuti più intimi – riflessioni personali, emozioni, frammenti di vita – saranno pubblicati solo per chi sceglie di sostenermi con un abbonamento. Non è per escludere, ma per custodire.
Spero che capirai.


