Ho perso la mia azienda agricola, ma non il mio sogno...
Non era il seme ad essere sbagliato, ma il terreno in cui cercavo di farlo germogliare
Se i soldi non fossero un problema e decidessi di investirli per comprare il terreno perfettamente esposto a sud e costruirci la casa dei tuoi sogni, non chiameresti un architetto per fare il progetto e dirle esattamente come vuoi che sarà la casa in cui ti immagini di invecchiare?
La mia risposta è un grasso e grosso SI!
Le direi che la vorrei costruire in bioedilizia con materiali naturali e isolanti, da avere il caldo d’inverno e il fresco d’estate senza dover consumare combustibili fossili (o almeno il minimo 😅). Mi immaginerei i miei figli che corrono tra le stanze, l’odore del pane appena sfornato che invade la cucina, le serate di giochi da tavolo in famiglia, le coccole con mio marito sul divano davanti a un film e una ciotola di pop-corn.
E so che, per dare a queste immagini anche solo una possibilità di realizzarsi, devo mettermi a tavolino con l’architetta e fare un piano. Quante stanze voglio? Preferisco la cucina separata dalla sala da pranzo? La zona giorno e la zona notte? Vasca da bagno o doccia?
Ma se siamo consapevoli che serve un progetto per costruire una casa…perché non facciamo la stessa cosa con la nostra vita?
Perché non apriamo i rubinetti dell’immaginazione e ci permettiamo di giocare a “facciamo finta che”?
Chi mi conosce sa che fin da piccola ho avuto grandi sogni. Visioni grandi. La cosa che mi è stata più detta nella mia vita, specialmente da persone più grandi di me, è che sapevo quello che volevo.
Ho sempre avuto grandi sogni. Volevo essere felice e, dopo errori e percorsi ad ostacoli, avevo capito che per me significava: fare la mia parte per cambiare il mondo.
La mia parte era creare un luogo di rigenerazione, per me, la mia famiglia, gli animali, le piante e le persone che avrebbero voluto farne parte: Mamanui. 👉 Scopri cosa vuol dire Mamanui
Dieci anni di sogni, progettazione e lavoro. Ma, come racconto nell’ultimo episodio del podcast, ho capito che non sempre la visione germoglia se il terreno non è fertile.
In questo episodio racconto cosa è successo nell’ultimo anno e mezzo e perché sono un po’ sparita: avevo bisogno di guarire e di creare il mio compost ricco di fertilità.
Posso solo dirti che Mamanui non è morta. Sta crescendo insieme a me, trasformandosi.
Mi farebbe davvero piacere dialogare con te e sapere quali pensieri, domande ed emozioni le mie parole scritte e nel podcast ti hanno suscitato.
Ti chiedo cura e ti prometto che la riceverai in ritorno.
Un abbraccio,
Adelaide



