Scala di Permanenza: leggere il paesaggio per progettare aziende agricole agroecologiche
Uno strumento per analizzare le risorse ambientali del tuo terreno agricolo
Ti capita mai di entrare in un terreno agricolo e cominciare ad immaginarti cosa ci coltiveresti o alleveresti se fossi tu il proprietario o l’affittuario di quel luogo?
Io sto in continuazione ad osservare i territori che abito o dove sono una mera forestiera di passaggio. Ho cominciato a farlo fin da bambina, ma naturalmente solo con l’università di agraria ho cominciato veramente a tradurre quello che vedevo in un contesto agricolo vero e proprio.
Oltretutto non smetto mai di imparare dalla natura e dai mille segreti che racchiude. Posso pure aver studiato ecologia sul grosso manuale riposto nella mia libreria di casa, ma mi sembra che gli occhi assimilino più conoscenza se puntati sul territorio piuttosto che sull’inchiostro di un libro. Se ci rifletto, ho imparato davvero tanto anche facendo visite ed esperienze nelle aziende agricole dei miei amici della Rete Agroecologica Microfarm Italia. Parlare con loro e vedere attraverso i loro occhi e le loro esperienze sul campo mi ha aiutato a comprendere la complessità degli ecosistemi e la loro enorme variabilità ed unicità da posto a posto.
Domande come:
- Quanta pioggia scenderà su questi terreni durante l’anno?
- Quando è la prima e l’ultima gelata?
– Come e dove potrebbero pascolare gli animali? E quali sarebbero più appropriati per questo luogo?
– Come potrei gestire qui la risorsa acqua?
– Qual è l’esposizione dei terreni?
– Quanto è fertile il suolo?
– Quali colture hanno senso, considerando le risorse naturali e non in questo luogo come: clima, acqua, suolo e mercato?
- Quanto è la pressione degli animali selvatici? Ho bisogno di recintare le mie colture e i miei animali?
- Quali funzioni potrebbero avere gli alberi e gli arbusti già presenti? Quali nuove specie potrei invece mettere per soddisfare ad esigenze di protezione, biomassa, impollinatori, mangime?
- Come si muove il mio terreno, come sono fatte le sue pendenze? In che modo posso sfruttarle per aiutarmi e non per venirmi contro nel mio lavoro?
Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono alla mente quando entro in un terreno che voglio osservare e studiare per creare la mia attività agricola o quella di una mia cliente.
Come adattare un sogno al contesto
Uno degli strumenti più preziosi che utilizzo, quando accompagno un’azienda agricola in un percorso di progettazione rigenerativa, è la Scala di Permanenza di Yeomans. Ideata in Australia dall'agronomo e ingegnere P.A. Yeomans negli anni '50 mentre cercava nuovi metodi che rendessero i terreni più fertili e resilienti. Si tratta di una guida che aiuta a osservare e comprendere un territorio, partendo da un principio semplice ma potente: non si può cambiare tutto, ma possiamo lavorare con ciò che c’è per creare qualcosa di straordinario.
Spesso chi si avvicina all’agroecologia ha un grande sogno ma non sa da dove iniziare. La visione è chiara, il contesto meno. In questa impasse l'utilizzo della Scala è fondamentale. Restituisce infatti un’approfondita e graduale lettura del paesaggio facilitando così la scelta degli interventi prioritari da effettuare.
La sua struttura è di tipo gerarchico e serve a classificare gli elementi del paesaggio in base alla loro resistenza al cambiamento. Più un fattore risulta permanente, più diventa rilevante nel processo delle decisioni progettuali.
Perché partire da ciò che non si può trasformare? Come agronoma ti posso dire che ogni intervento per essere funzionale deve adattarsi all’ambiente. Il contrario non è possibile, basta pensare alla pioggia che non riusciamo a programmare. Il clima va osservato, conosciuto e ci si deve fare in qualche modo pace. Anche la topografia, ossia la forma del terreno, è una componente piuttosto fissa. Prima di pensare a cosa costruirci sopra richiede un lento avvicinamento. Occorre conoscere come funziona per poi adattarci tipologie di coltivazione ed allevamento, per fare in modo di lavorarci insieme, invece di vederla ogni volta come un ostacolo per il nostro lavoro agricolo.
Conoscere il percorso di vita dell'acqua cambia completamente la pianificazione dell’azienda agricola. Una volta che si è data la dovuta attenzione alle parti non modificabili, si passa a quelle influenzabili dall'uomo come le infrastrutture, le coltivazioni e le recinzioni.
Ne esistono diverse versioni, ma il cuore è lo stesso. Partire da ciò che è più difficile mutare per poi costruire il resto, come una spirale che si adatta al centro. Scala presa dall’immenso lavoro di Regrarians.
I 10 punti della Scala di Permanenza
Clima
Il clima è la cornice dentro cui tutto prende forma. Non possiamo spostare la latitudine e l'altitudine in cui decidiamo di coltivare, ma possiamo imparare a leggere i cicli, gli estremi, le tendenze. Accettarlo non significa subirlo: significa imparare a danzare con esso. Se non ti piace il clima dove sei, conviene che ti muova tu.
Topografia
La forma del terreno racconta la sua storia millenaria. Pendenze, esposizioni, valli e colline sono elementi che non possiamo cambiare. Possiamo solo imparare ad ascoltarli, lasciando che siano loro a indicarci dove l’acqua si raccoglie, dove cresce meglio una pianta o dove conviene costruire. A meno che non vogliamo utilizzare un bulldozer per spianare la collina, è fondamentale saper leggere la topografia del proprio territorio per fare agricoltura al meglio. Inoltre, in base al sistema di coltivazione ed allevamento che vogliamo utilizzare in collina e in montagna, ci sono delle metodologie per fare in modo che la pendenza ci sia amica e non nemica (es. Keyline Pattern Design).
Acqua
L’acqua è vita e, al tempo stesso, la più potente forza modellatrice. Conoscerne il percorso significa prevedere inondazioni e siccità, sapere come rallentarla, dove accumularla e come distribuirla. È la prima infrastruttura invisibile da progettare con cura, perché da essa dipende la resilienza di tutto l’ecosistema (sia quello naturale che agricolo).
Accessi
Le strade, i sentieri, i passaggi quotidiani. Sceglierli male significa portarsi dietro un problema per decenni. Sceglierli bene significa rendere fluido il movimento di persone, animali e mezzi, senza intaccare suoli e paesaggi. Inoltre, inserire gli accessi nel punto giusto del paesaggio può aiutarti immensamente anche nella gestione della risorsa acqua.
Foreste e alberi
Gli alberi sono i nostri antenati silenziosi. Offrono ombra, protezione dal vento, habitat per la fauna e fertilità al suolo. Hanno tempi lunghi e per questo vanno pensati subito, con la consapevolezza che quello che piantiamo oggi sarà il paesaggio che abiteremo domani. Possono avere diverse funzioni: frutta, mangime per gli animali, protezione, sostegno. Scegliamo bene quello che può servire a noi, ma anche all'agro-ecosistema per mantenerlo.
Edifici
La casa, la stalla, il magazzino. Strutture che pesano economicamente e paesaggisticamente. Una volta costruite, difficilmente si spostano. Per questo la loro collocazione richiede uno sguardo ampio: accessibilità, esposizione, armonia con il territorio. Inoltre gli edifici possono avere molte altre funzioni oltre a quelle preposte dal catasto. Possono raccogliere acqua, possono offrire riparo e ombra. Quando ne immaginiamo l'utilizzo, andiamo oltre a quelli soliti.
Recinzioni
Sembrano dettagli, ma disegnano confini e percorsi. Separano gli animali dalle colture, delimitano gli spazi, organizzano il lavoro. Una recinzione messa male obbliga a gesti quotidiani faticosi, una pensata bene sostiene il ritmo della vita agricola. Sono importantissime specialmente in un contesto di allevamento di animali e di colture fragili.
Suolo
Solo da alcuni anni comincia ad essere preso in considerazione anche dall'agricoltura convenzionale. Prima era considerato solo come polvere, un mero sostegno per le piante. Ma il suolo è vivo, mutevole e trasformabile. Qui si gioca la vera rigenerazione: dalla sostanza organica al ciclo dei nutrienti, dalla biodiversità microbica alla struttura fisica. È l’elemento più plasmabile e, al tempo stesso, il più fragile. Tanto che quando si parla di agricoltura rigenerativa, il primo elemento di cui si parla è il suolo. Da struttura, casa e nutrimento alle nostre piante e ai nostri animali. Questo vuol dire che influenza anche l'economia dell'azienda.
Economia
Un progetto agricolo non vive di sole idee. Deve avere basi economiche solide, diversificate, resilienti. L’economia è ciò che sostiene le persone e permette al sogno di non restare sulla carta. È la linfa che nutre l’ecosistema aziendale. Ancora troppo spesso vedo belle aziende sulla carta, che però fanno fatica a stare in piedi sul mercato e che rischiano di chiudere da un momento all'altro perché l'imprenditore agricolo non riesce a far quadrare i conti a fine mese. È arrivato il momento di mandare giù la pillolina e cominciare a parlare di soldi ed economia.
Energia
L’energia non è solo elettricità. È calore, combustibile, ma anche flusso di informazioni e relazioni. Gestirla significa ridurre sprechi, aumentare efficienza, ma anche costruire comunità attorno al progetto. È ciò che mantiene in movimento ogni parte del sistema. È invisibile alla maggior parte degli occhi, ma esiste e scommetto che quando i processi energetici in azienda non sono visti e progettati, il conto a fine anno diventa molto salato non solo in termini di soldi (che è un'energia) ma anche di relazione con sé stessi e con le persone che più amiamo a questo mondo.
Strumenti tecnici e ascolto umano
Ogni componente della Scala di Permanenza richiede uno sguardo e mezzi diversi. Per i suoli si fanno analisi visive e di laboratorio, per le foreste si osservano gli equilibri ecologici e per l'accesso si studiano le pendenze e le modalità di percorrenza. Per la topografia utilizzo Google Earth, mappe catastali, curve di livello, indispensabili quando si tratta di comprendere superfici ampie. Per il clima, oltre all’osservazione e all’esperienza diretta, consulto dati meteo storici, importanti per prevedere rischi e opportunità.
Questi strumenti non sostituiscono mai l'ascolto di chi quel luogo lo abita da anni. Un contadino conosce come gira il vento, sa dove gela prima e riconosce le zone in cui crescono certe erbe spontanee. Quel sapere non si compra e non si trova su internet. Va raccolto con rispetto.
Progettare senza conoscere a fondo il terreno su cui si lavora significa rischiare di dover rifare tutto da capo, con tempo, denaro ed energie sprecate.
Tu come parte dell’ecosistema
Durante le consulenze agronomiche, prima di procedere all'analisi del territorio, mi concentro sul cliente. Lavoriamo su visione, missione, risorse disponibili, fasi di vita e bisogni. Un’azienda rigenerativa non è solo un insieme di campi e strutture: è una rete vivente in cui la persona è parte integrante dell’ecosistema.
Accompagno chi mi sceglie in una riflessione profonda sul proprio contesto personale perché puoi avere il miglior progetto su carta, ma se ignori le tue energie, il tuo tempo, i tuoi limiti e desideri, non sarà sostenibile nel lungo periodo.
La Scala di Permanenza osserva la natura e i suoi ritmi, le trasformazioni e gli equilibri dinamici.
Una bussola per chi vuole rigenerare
Dopo aver fatto la prima progettazione sul contesto personale, si comincia a fare quella sull’ambiente esterno (l’ecosistema dove andrai a coltivare ed allevare). La Scala di Permanenza è lo strumento che mi aiuta a disegnare una traiettoria coerente con la realtà del luogo. Ti impedisce di mettere un pollaio nel punto più ventoso o di costruire una casa in un’area a rischio di allagamenti. Ti indica quali sono le migliori colture per il tuo luogo e anche qual è la posizione ottimale di queste.
Quando è integrata in un percorso di progettazione ecosistemica, facilita la traduzione di un sogno agricolo in un progetto concreto e rigenerativo.
Ogni scelta diventa un gesto consapevole, un atto di cura, un modo per entrare in relazione profonda con il genius loci.
Non importa se sei all’inizio o se stai cercando di trasformare un’impresa già avviata, la Scala di Permanenza è un supporto di valore nel capire il punto di partenza e dove puoi arrivare.
Ti permette di fare scelte informate, di evitare errori che rallentano o bloccano lo sviluppo del tuo ecosistema agricolo.
Ma soprattutto, ti aiuta a coltivare una visione rigenerativa che rispetta i limiti naturali, valorizza la biodiversità e mette al centro la relazione tra terra e persone.
È così che comincia il cambiamento. È così che inizia la progettazione consapevole.
Nota trasparente: Il percorso di consulenza personalizzata che offro varia normalmente tra i 300 e i 1000 €, in base alla complessità del progetto e alle ore necessarie. I risultati possono includere: report su visione e missione, analisi delle risorse, business plan, piano economico e strategico, calendario operativo e analisi agronomica (secondo la Scala di Permanenza).
La consulenza può svolgersi in presenza, direttamente nella tua azienda, oppure in parte anche online. Per la formula online offro anche la possibilità di pagamento rateale.
Durante la call ti spiegherò meglio il percorso, i passaggi e i costi, così potrai valutare con chiarezza se è ciò di cui hai bisogno.
Sono Adelaide Valentini, agronoma, insegnante e contadina. Sogno comunità rurali che rigenerano territori ed ecosistemi. Ecco perché ti aiuto a trasformare il tuo sogno agricolo in realtà. Ne hai bisogno tu, ne ha bisogno il mondo.








